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| Da Caporetto al Monte Grappa |
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| Lunedì 06 Ottobre 2008 10:02 | ||||
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Da Caporetto al Monte Grappa L’esercito austro-ungarico dopo le undici battaglie dell’Isonzo era ormai allo stremo, per non soccombere richiese la collaborazione delle divisioni tedesche le quali inviarono al fronte alcune unità d’eccellenza e degli ottimi comandanti: il generale Otto von Below ed il suo capo di stato maggiore Conrad Krafft. La battaglia ebbe inizio alle ore 2.00 di mattina del 24 ottobre 1917 quando cominciarono i tiri dell’artiglieria lungo l’intero fronte. Dalle 7.30 alle 8.00 entrarono in azione i lanciamine e i lanciagas ma la reazione dei cannoni italiani fu piuttosto debole. Già alla sera del primo giorno la prima e seconda linea italiana erano superate: la battaglia era persa. Gli austro-tedeschi fallirono però il piano di sopravanzare le truppe italiane e così non poterono oltrepassare il Tagliamento prima del 4 novembre. Persero tempo anche a nord per raggiungere la zona Belluno - Feltre in modo che la quarta armata italiana riuscì in gran parte a sfuggire alla prigionia e ad attestarsi sul Monte Grappa. Infine ci si fermò al Piave a causa dell’intervento di truppe francesi e inglesi che accorsero in aiuto e per la scarsità di munizioni e di rifornimenti, data la grande distanza dalle basi di partenza. Caporetto costò agli italiani 11.000 morti, 19.000 feriti, 300.000 prigionieri, 400.000 fra disertori e sbandati, 3.200 cannoni, 1.700 bombarde, 3.000 mitragliatrici, 300.000 fucili. [Parrebbe, secondo alcune testimonianze, che due disertori dell’esercito asburgico qualche giorno prima informarono il comando italiano dell’attacco nemico. Ma Cadorna (comandante dell’esercito italiano) non diede troppo credito a tali informazioni (tranne che nella disposizione di fornire maschere antigas all’esercito) che si rivelarono del tutto esatte.] Le cause della disfatta furono l’improvvisa ripresa dell’esercito asburgico che attaccò ferocemente, la debole e intempestiva risposta delle artiglierie italiane, le condizioni meteorologiche: nebbia e pioggia battente in pianura e nevicate in quota impedirono le segnalazioni.
L’arretramento del fronte dopo la disfatta e il posizionamento delle varie armate (la IV sul Grappa) è esemplificato nella seguente cartina:
A cura di Nadine Tabacchi
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| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Novembre 2008 16:20 ) |