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Giovedì 20 Novembre 2008 10:36

 La sistemazione delle salme

I resti dei “soldatini del Grappa” giunsero all'attuale sistemazione in tre tempi attraverso varie vicende dovute a differenti progetti di sepoltura.

In un primo tempo furono inumati cioè sepolti nel terreno dove spesso avevano combattuto o comunque non molto lontano, ricoperti dalla terra estratta dalle trincee. Al termine della guerra le salme venivano cercate e quindi sepolte in diversi cimiteri militari situati in località come Campo Solagna, Cason Coston, Cason di Meda, Cason delle Mura, Col Moschin e Pertica. Il più grande di tutti sorse presso la vetta del Grappa a Cancell'Alto (fra il Pertica e Cima Grappa).

In un secondo tempo fu proposto il cimitero in galleria che con l'aiuto del col. Marchese Gavotti, il costruttore della galleria “Vittotio Emanuele”, venne scavato nelle viscere del monte, dove sotto il punto trigonometrico si dipartivano a raggiera sei rami di gallerie. Ciascuno di questi lungo un centinaio di metri e confluente in una Cripta centrale, sulle cui pareti vennero elevati piccoli loculi chiusi da una lastra di vetro contenenti le ossa dei caduti.
Fu proposto poi, dal Governatore di Roma, di elevare una torre-faro su progetto dell'arch Limongelli. La torre-faro avrebbe dovuto avere un'altezza di m. 35 con la base di oltre m. 30, ricoperta da una cupola di bronzo alta m. 13. Nell'interno della torre si era proposto di collocare un grande faro i cui fasci di luce, attraverso dei finestroni aperti, sarebbero stati visibili su tutti i campi di battaglia.
Una porta monumentale – il Portale Roma – sarebbe stato l'ingresso della torre-faro. Di questo progetto oggi resta solo il Portale Roma (che sorge al termine della Via Eroica) e che fu costruito con misure ridotte.
La costruzione di Cripta e gallerie sottostanti la cima fu interrotta, con l'abbandono del progetto. Ma grazie ad una ristrutturazione recente è possibile comunque visitare una parte di quei lavori.
Questa sistemazione sotterranea fu abbandonata innanzi tutto per la sua problematica conservazione delle ossa dei defunti e anche per la sua cupezza che non si adeguava affatto ai canoni della mistificazione della morte per onore della patria. Era (per la visione di quell'epoca) poco dignitosa per un così alto sacrificio.

La terza e definitiva sistemazione fu il cimitero monumentale attorno alla vetta. Non a caso, il comitato nazionale per il Cimitero in Galleria, venne sciolto (4 aprile 1932) con atto d'imperio fascista. Non a caso poiché, come già detto precedentemente, l'idea fascista di glorificazione dello Stato cozzava con quell'angusto e mesto progetto in galleria. L'ossario, secondo i nuovi canoni, doveva essere imponente e glorioso.(1)

Fu così affidata all'arch. Greppi e allo scultore Castiglioni di Milano la progettazione e la costruzione del cimitero-ossario.

Esso si compone di cinque gradoni semicircolari alti quattro metri. Nel muraglione verticale di sostegno dei cinque ripiani sono ricavati, su quattro file, i loculi dei Caduti. Ogni loculo è chiuso da una targa di bronzo che reca il nome, il grado ed eventuali decorazioni del defunto. Dopo ogni sette finestre se ne aprono di più grandi in ciascuno dei quali sono contenute le ossa di cento caduti ignoti. I caduti noti sono 2.280 e quelle degli ignoti 10.120.

L'ossario fu inaugurato il 22 settembre 1935 con presenza del Re Vittorio Emanuele.

Nel bel mezzo della scalinata, fra il quarto e quinto gradone, è stata collocata la tomba, per suo stesso volere, del Generale Giardino.
Il Generale Giardino fece costruire una tomba per sé e la moglie Margherita che però fu demolita per le medesime ragioni architettoniche del sacello di Pio X. La tomba fu sostituita, come pure il sacello, da un tempietto che si eleva all'inizio della Via Eroica. Questo nuovo santuario ha una cupola di rame sulla quale si eleva una grande croce di acciaio inossidabile alta sei metri. Da questo si stacca poi la Via Eroica, lunga circa 300 metri, bordata da quattordici cippi di pietra che portano i nomi dei luoghi delle battaglie. Al termine v'è il Portale Roma sul quale è presente un osservatorio.

Dal portale Roma si giunge poi al cimitero Austro-Ungarico composto anch'esso di due gradoni con piccoli loculi per i resti dei soldati noti e nelle ali laterali sono presenti due ampie tombe contenenti cinquemila caduti ignoti ciascuna.

(1) Se è permessa una divagazione (capace di dare un'idea più chiara a livello visivo), a questo proposito è interessante notare la differenza strutturale ed estetica del monumento, presente poco sotto cima Grappa, dedicato al partigiano. Rispetto allo stile monumentale dell'ossario, questo monumento stride appieno con l'idea della morte per la libertà. In uno Stato e Patria sono consacrati, nell'altro dolore e tensione trasudano asprezza. Segno di epoche e visioni differenti.

A cura di Nadine Tabacchi

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Novembre 2008 10:43 )
 

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