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| Lunedì 06 Ottobre 2008 10:02 | |||||
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Premessa generale
La Grande Guerra per l’Italia cominciò un anno dopo le altre potenze che si erano schierate o nella Triplice Alleanza o nell’Intesa. Il governo, guidato da Salandra, doveva adempiere l’alleanza con l’entrata in guerra in aiuto agli Imperi Centrali (inizialmente Germania e Impero Austro-Ungarico aiutati successivamente da Impero Ottomano e Bulgaria). Invece, poiché non era stato consultato sulla dichiarazione di guerra1 che seguì l’attentato di Sarajevo2, non si sentì vincolato. Pertanto, dopo mesi di neutralità, viste le pressioni diplomatiche di Gran Bretagna e Francia venne spinto a firmare un patto segreto (Patto di Londra3) che avrebbe avuto come esito l’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915. La guerra che si prospettava, doveva essere una guerra di movimento. Invece fu la prima e ultima guerra di trincea e di posizione. Come la descrisse il General Gaetano Giardino, fu una tra le guerre più logoranti. Una guerra tra il fango delle postazioni4. Gravosa non solo per la durata estenuante e la lentezza (per l’Italia, come già detto, iniziò nel 1915 e finì nel 1918) ma anche per le metodologie. Una guerra su fronti quasi statici permette l’utilizzo più massiccio di artiglierie pesanti come i cannoni. Fu inoltre la prima guerra con uso copioso di mezzi moderni come il lanciafiamme, le armi chimiche, i gas (ad esempio l’iprite), i mezzi corazzati e gli aeroplani.
1 28 luglio 1914. 2 Il 28 giugno 1914, fu assassinato a Sarajevo da uno studente nazionalista serbo-bosniaco (Gavrilo Princip), l’arciduca Francesco Ferdinando erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico. 3 Secondo questo patto segreto, l’Italia aveva l’obbligo di entrare nel conflitto entro un mese. In cambio avrebbe ricevuto, a guerra terminata: il Trentino, il Tirolo, Trieste, Gorizia, l’Istria (a eccezione della città di Fiume), parte della Dalamazia, il protettorato sull’Albania, su alcune isole del Dodecaneso, l’espansione delle colonie in Africa (a scapito della Germania) e alcuni territori dell’Impero Turco. 4 Tale guerra, fu vista, come commenta sempre il General G. Giardino (nel suo libro “Rievocazioni e riflessioni di guerra” Vol. I.) da alcuni esperti dell’epoca come un conflitto poco dignitoso. Poiché non era di movimento e quindi non coinvolgeva l’attacco frontale corpo a corpo (che per la sua tenacia era visto con grande pregio). Tuttavia, come ricorda il Generale dei “soldatini del Grappa”, tale guerra fu forse ancora più meritevole proprio per la sua asprezza e durezza e per le tecnologie usate che non permettevano quasi mai la battaglia “all’arma bianca”. A cura di Nadine Tabacchi
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| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Novembre 2008 16:09 ) |